Il bambino respiratore orale

Osserviamo insieme queste due immagini che ritraggono 2 ipotetiche bambine, cosa salta subito all’occhio?

La prima bambola appare paffuta, con guance morbide e la bocca aperta, mentre la seconda ha invece un viso più armonico, guance più toniche e la bocca è chiusa.

Questo ci dice molte cose sul modo di respirare di queste due “bambine”: la prima, a differenza della seconda, ritrae il volto di un respiratore orale, ossia di quel bambino che respira attraverso la bocca. Le motivazioni di una respirazione orale posso essere molteplici, ma riassumibili in 2 categorie: “alterazioni organiche” di cui fanno parte l’ipertrofia delle ghiandole adenoidee o tonsillari, alterazioni scheletriche e alterazioni nella tonicità muscolare; “funzionali” dovute ad un’alterata abitudine respiratoria, la quale spesso è causata da una pregressa alterazione organica o conseguente alla presenza di abitudini orali viziate.

Come tutti sappiamo la respirazione fisiologicamente corretta è quella che avviene attraverso la via aerea superiore, che risulta fondamentale al fine di preservare la salute del bambino/adulto.

Ma è davvero così importante che si respiri dal naso e non dalla bocca? Assolutamente si.

L’aria che passa attraverso il naso subisce modificazioni chimico fisiche, essenziali ad una efficace ossigenazione di tutto il nostro corpo:

  • viene filtrata attraverso i minuscoli peli che si trovano all’interno della cavità nasale, al fine di eliminare la maggior parte delle impurità in essa sospese, come ad esempio polveri, virus e batteri, allergeni e pollini;
  • viene riscaldata grazie alla fitta rete vascolare, fino ad eguagliare la temperatura corporea;
  • viene umidificata per azione delle secrezioni nasali.

Tutto ciò non avviene se invece l’aria passa attraverso la bocca: arriverà ai polmoni un’aria sporca, fredda e secca che esporrà l’organismo all’attacco di agenti esterni, con aumento della probabilità di sviluppare infiammazioni polmonari.

La respirazione orale può inoltre causare difficoltà di attenzione, stanchezza, enuresi notturna prolungata, ipotonia dei muscoli del volto, alterazione nel meccanismo della deglutizione e malocclusioni.

 

Allora cosa fare se il proprio figlio è un respiratore orale? Bisogna innanzitutto rivolgersi ad un Otorinolaringoiatra che accerterà l’assenza di causa organiche e successivamente al logopedista che riabiliterà la respirazione fisiologica nasale e correggerà le alterazioni muscolari da essa causate.