Disfonia

 

La voce, oltre ad essere il risultato della vibrazione cordale, è soprattutto la massima espressione della personalità e degli stati d’animo. Ogni voce è caratterizzata da un’altezza, da un’ intensità e da un timbro che la rendono unica.

DisfoniaE’ definita Disfonia un’alterazione della struttura sonora della voce parlata, cantata e urlata, intesa come diminuzione dell’energia acustica, alterazione della frequenza fondamentale, presenza di rumore, alterazione dell’andamento nel tempo.
L’insorgere di una disfonia introduce in un circolo vizioso nel quale un’iniziale inefficacia della voce induce ad un aumento dello sforzo vocale; lo sforzo vocale a sua volta induce un ulteriore abbassamento dell’efficacia vocale; tutto ciò può portare ad un danno organico.
Nella disfonia si alternano fasi di ipercinesia (aumento dello sforzo vocale e del tempo di accostamento delle corde vocali) e di ipocinesia (diminuzione della forza con conseguente mancanza di chiusura glottica con fuga d’aria) dalle quali ne deriva un ipertono laringeo.

I meccanismi ezio-patologici che concorrono a definire un quadro disfonico sono: una tecnica respiratoria non adeguata, fumo, alcool, tosse persistente e raschiamento, il cui compenso fonatorio avviene soprattutto per compenso della muscolatura del collo.
Nell’infanzia le cause da ricercarsi per un’alterazione della qualità della voce, oltre a quelle già elencate in precedenza, vanno ricercate nelle cattive abitudini familiari, nella mancanza dell’alternanza interlocutoria ed in un utilizzo inadeguato dei media.
In questi casi risultano inutili l’autocontrollo ed il mutismo, da consigliarsi invece l’attività fisica, il rispetto dell’alternanza interlocutoria e la presenza di modelli vocali corretti.

Il compito del Logopedista è quello di ripristinare un adeguato accordo pneumofonico, una respirazione diaframmatica, una giusta postura e allentare le tensioni muscolari che si sono andate a creare.