Disturbo Specifico del Linguaggio

Il disturbo specifico del linguaggio (DSL) è un disturbo evolutivo del linguaggio, detto “specifico” in quanto non è collegato o causato da altri disturbi evolutivi del bambino; fa parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici.
I correnti sistemi di classificazione internazionali (ICD-10) lo definiscono come segue:
“Disturbi in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è compromessa sin dai primi stadi dello sviluppo. Essi non sono direttamente attribuibili ad alterazioni neurologiche o ad anomalie dei meccanismi dell’eloquio, a compromissioni sensoriali, a ritardo mentale o a fattori ambientali. I disturbi evolutivi specifici dell’eloquio e del linguaggio sono spesso seguiti da problemi associati, come difficoltà nella lettura e nella compitazione, anomalie nelle relazioni interpersonali e disturbi emotivi e comportamentali.”.

DSL

Il DSL può essere suddiviso in tre categorie in base al tipo di compromissione:

  • Disturbo specifico dell’articolazione e dell’eloquio : spesso questi bambini cominciano a parlare tardi e superano più lentamente rispetto alla normalità le varie tappe dello sviluppo della espressione del linguaggio. Il disturbo è caratterizzato da un eloquio ben organizzato, alterato da dislalie, sostituzioni (sostituzione di un fonema con un altro) e semplificazioni.
  • Disturbo specifico del linguaggio espressivo: è caratterizzato da una compromissione delle aree lessicale e/o sintattica con capacità espressiva al di sotto della media; il bambino possiede un vocabolario povero e compone piccole frasi di due parole intorno ai 3 anni.
  • Disturbo specifico della comprensione del linguaggio: caratterizzata da una compromissione della comprensione, non coerente con l’età cronologica.

Il Logopedista, prima di intraprendere un eventuale intervento riabilitativo, deve escludere un qualsiasi danno organico; è bene, quindi, far espletare i seguenti esami: EEG, visita neuro-psicologica, profilo psico-motorio.
E’ inoltre molto importante conoscere l’ambiente in cui vive il bambino, il suo rapporto con i genitori e i fratelli e com’è vissuto il suo disturbo di linguaggio.